Inconscio digitale e sostenibilità: per una psicopatologia della vita (digitale) quotidiana

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WEBINAR
ORE 16:00 – 18:00

Il tema del Webinar

In occasione della presentazione del libro “Inconscio digitale e sostenibilità” di Giuliano Castigliego abbiamo il piacere di ospitare un seminario dedicato alla riflessione sulle interazioni tra digitale, psiche e deontologia dell’informazione.

 “In un’era in cui la trasformazione digitale ha contribuito a ridefinire ogni aspetto della nostra esistenza, ormai letteralmente intrisa e pervasa di digitale, la psicologia si trova a dover esplorare nuovi orizzonti per comprendere l’influenza che il digitale ha sulla nostra mente, sul nostro inconscio e sulla società in cui viviamo, così come sulla necessità di costituire nuovi equilibri (anche deontologici nel mondo dell’informazione), guardando alla sostenibilità come orizzonte di riferimento” (S. Epifani).

Da un lato, il digitale ha fornito strumenti potenti per la diffusione e l’accesso alle informazioni, aprendo nuove opportunità di apprendimento, comunicazione e connessione. Tuttavia, questa abbondanza di informazioni e la velocità con cui vengono diffuse può portare a un sovraccarico cognitivo, rendendo difficile distinguere tra ciò che è vero e ciò che è falso, tra opinioni e fatti. Inoltre, il digitale ha anche aperto le porte a nuove forme di manipolazione dell’informazione. Le tecniche di persuasione, come la profilazione degli utenti e l’utilizzo di algoritmi personalizzati, possono influenzare le nostre percezioni, le nostre scelte e i nostri comportamenti. Questo solleva importanti questioni etiche e deontologiche riguardo alla responsabilità degli attori coinvolti nella produzione e diffusione delle informazioni digitali.

Allo stesso tempo, è essenziale sviluppare una maggiore consapevolezza delle trasformazioni psicologiche che il digitale induce nel rapporto con noi stessi, le nostre emozioni, i nostri impulsi e i nostri sentimenti così come con le dimensioni della memoria e dell’oblio. Il digitale ha trasformato i nostri rapporti sociali on e offline, ha ridefinito i confini tra vita pubblica e privata, ha modificato anche il nostro approccio alla salute e il nostro rapporto con la morte. Non solo, si è sviluppato un “inconscio digitale” che può essere definito come l’insieme di ciò che proiettiamo inconsciamente su Internet e i social media così come degli stimoli inconsci che dal digitale vengono suscitati in noi, influenzando il nostro quotidiano.

In conclusione, il rapporto tra digitale, psiche e deontologia dell’informazione rappresenta una sfida importante nella società contemporanea. È fondamentale promuovere una cultura dell’informazione basata sull’etica e sulla responsabilità, in cui gli individui siano in grado di gestire consapevolmente le informazioni digitali e di adottare un approccio critico verso di esse.

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